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Capanna Monte Rosa

Architettura durevole in alta montagna: la nuova Capanna Monte Rosa
di Eva-Martina Keller

Con la nuova Capanna Monte Rosa, il Politecnico federale di Zurigo (ETH Zurigo) e il Club Alpino Svizzero (CAS) intendono stabilire nuovi termini di paragone nella costruzione di strutture in alta montagna. L’edificio, le cui fondamenta sono state posate a metà agosto 2008, è stato progettato per produrre autonomamente la propria energia per il 90 percento.

Le finestre per tetti VELUX dell’ultima generazione con vetrata a tre strati (Thermo 2) che vengono utilizzate qui, sono perfette per questo scopo e appositamente per il loro impiego sono state sottoposte a misurazioni che simulano venti ad alta intensità presso la nuova Capanna Monte Rosa.




La nuova Capanna Monte Rosa è uno dei numerosi progetti che sono stati avviati in occasione del 150° anniversario dell’ETH Zurigo. Per questa ricorrenza del Politecnico federale si è sentita l’esigenza di creare qualcosa di durevole e orientato verso il futuro.

Collaborazione per i rifugi del futuro
Facciamo un passo indietro fino al 2003: in quell’anno, l’ETH Zurigo propone al CAS di realizzare una capanna nell’ambito del proprio anniversario. Il progetto incontra subito un grande favore nell’ambiente del CAS. Nel corso di una stretta consultazione, si decide di realizzare il progetto della capanna proprio nel comprensorio del Monte Rosa, conosciuto a livello internazionale. Nello spettacolare paesaggio che comprende i ghiacciai del Grenz, del Gorner e del Monte-Rosa, circondati dal Cervino e dalla Punta Dufour, esiste già dal 1895 un rifugio alpino appartenente alla sezione CAS Monte Rosa. Questa capanna richiede un intervento di risanamento e, perciò, i partner del progetto decidono di sostituirla con una nuova capanna. A quel punto il progetto prende il nome di Capanna Monte Rosa.

Nel semestre invernale 2003/2004 la cattedra per l’architettura e la costruzione dell’ETH Zurigo istituisce lo "Studio Monte Rosa". Per sei semestri, più di trenta laureandi mettono a punto un progetto per la nuova Capanna Monte Rosa. Gli studenti partecipanti riescono a trasformare le loro idee in un progetto fattibile con il supporto di professori ed esperti provenienti da diversi settori. L’opera in questione consiste in una struttura in legno a cinque piani che appoggia su fondamenta di acciaio nella roccia. Grazie allo sfavillante rivestimento in alluminio e alla particolare forma poligonale, la capanna ha le sembianze di un cristallo di montagna.

L’ambizioso obiettivo: un grado di autonomia energetica del 90 percento
La nuova capanna non deve stupire solo per il concetto estetico, ma soprattutto per la costruzione e la gestione a basso impatto ambientale. L’obiettivo ambizioso prevede di raggiungere un grado di autonomia energetica del 90 percento. Un impianto fotovoltaico di 85 m2, integrato nella facciata sud dell’edificio, permette di ricavare l’energia solare che serve ad alimentare le varie utenze, come la depurazione dell’acqua piovana, la ventilazione, l’illuminazione e gli elettrodomestici. L’energia in eccesso viene accumulata negli appositi accumulatori al piombo-acido (VRLA/AGM) con valvole di regolazione, soluzione che garantisce un’alimentazione omogenea anche nelle giornate di cielo coperto. Inoltre, viene allestita una centrale di riscaldamento a blocchi alimentata a olio di colza, che funge da fonte di corrente integrativa per i periodi di maggiore consumo. Si sfrutta l’energia termica dell’aria di scarico mediante il recupero del calore. Inoltre, l’emissione di calore delle persone assicura un essenziale contributo alla copertura del fabbisogno di riscaldamento dei locali.

La gestione dell’energia svolge un ruolo determinante per il raggiungimento di questo elevato grado di autonomia. In questo contesto, l’aumento dell’efficienza del sistema non viene ottenuta solo mediante l’ottimizzazione dei singoli componenti, ma soprattutto anche mediante l’ottimizzazione dell’interazione di questi stessi componenti. A questa quota, l’apprezzata tecnica convenzionale entra a far parte di un complesso sistema globale con gestione ottimizzata dell’energia, in modo da ottenere un’elevata efficienza energetica. E poi, la gestione dell’energia comprende tra l’altro il "model predictive control", che tiene in considerazione le previsioni meteo e l’afflusso di visitatori attesi. In pratica, anche le condizioni marginali dinamiche hanno il loro peso. Rispetto alla vecchia Capanna Monte Rosa, le emissioni di CO2 risultati dalla gestione della capanna possono essere ridotte di circa due terzi a pernottamento, grazie a questo gruppo di misure. La nuova Capanna Monte Rosa è da intendersi anche come immobile di ricerca in fatto di efficienza energetica e delle risorse, e la stessa continuerà a essere utilizzata come tale anche dopo la sua inaugurazione prevista per l’autunno 2009.

Per maggiori informazioni, consultate il sito: www.neuemonterosahuette.ch , in lingua tedesca.
È inoltre disponibile un sito web in lingua francese: www.nouvellecabanedumontrose.ch .